Henri Charpentier: l’inventore della crêpe

Le crêpes sono uno dei piatti più iconici della Francia: simbolo di alleanza e di amicizia, le crêpes sono, secondo la leggenda, un catalizzatore di sogni e speranze. È usanza, infatti, durante i giorni della Candelora e del Martedì Grasso, cioè nel periodo del Carnevale, esprimere un desiderio mentre si gira la crêpe.

In realtà l’origine di questa deliziosa frittella dal profumo d’arancia va ricercata nel Principato di Monaco. Infatti fu Henri Charpentier, apprendista presso un ristorante del Principato, il primo ad avere utilizzato la tecnica del flambage, e storie arrivate da fine Ottocento ai giorni nostri raccontano che sia stato perfino un errore casuale.

Il giovane Henri Charpentier, considerato l’inventore della crêpe, lavorava infatti presso il Cafè de Paris di Montecarlo al servizio del rinomatissimo chef Auguste Escoffier. Un giorno fu incaricato di preparare le crêpes per il goloso Eduardo VII, principe di Galles e futuro re d’Inghilterra.

Emozionato e impacciato per questo importante incarico, si narra che Henri abbia inavvertitamente fatto cadere sul piatto con le crêpes già impilate un’abbondante quantità di liquore.

Le cialde subito si infiammarono, ma Henri non si perse d’animo: per non fare attendere al principe il tempo necessario per un’altra preparazione, assaggiò le crêpes e… erano inaspettatamente buone! Decise allora di servirle comunque al principe, con l’aggiunta di una spolverata di zucchero a velo che, a contatto con il liquore ancora caldo, si trasformò in caramello.

La capacità di Henri di trasformare un già famoso dolce nazionale, e di proporlo niente di meno che a futuro sovrano, fu ripagata: Eduardo VII apprezzò moltissimo la variante, tanto che ne chiese il bis e volle conoscere l’ideatore e la sua ricetta.

Henri ovviamente tacque l’errore e presentò il suo piatto come una rivisitazione personale e innovativa, a cui aveva perfino dato il nome di Principe di Galles in onore dell’illustre ospite.

Eduardo VII dovette molto apprezzare, oltre che il gusto, anche la dedica, tanto che sfoderò la modestia e la cavalleria tipiche della nobiltà di quel tempo e chiese di ribattezzare le crêpes “Suzettein”, in omaggio ad una bella dama, tale Suzette, che divideva con lui la tavola.