Richard Branson, chi è l’uomo che ha creato la Virgin

Sir Richard Branson nasce il 18 luglio 1950 a Shamley Green, in Inghilterra. Il suo nome è legato ad una delle etichette discografiche più significative dei nostri tempi: la Virgin Records.

La Virgin, e il suo fondatore, si sono sempre contraddistinte per intuito e scelte all’avanguardia, che hanno portato alla ribalta del panorama internazionale vere e proprie pietre miliari della musica.

La fortuna di Richard Branson inizia quando ha appena 16 anni: lungi dall’essere uno studente modello, si appassiona all’editoria, alla scrittura e al mondo musicale, fondando la rivista Student, che esce presto dalla distribuzione su scala locale grazie agli aiuti finanziari della madre.

Student diviene così un’opportunità per il giovane Richard di intervistare esponenti di spicco della cultura di quegli anni, come Jean-Paul Sartre e John Lennon, attirandosi importanti finanziamenti che decreteranno il successo della rivista.

Da questo trionfo, e dai conseguenti introiti, scaturisce l’idea di un negozio di dischi: nasce quindi Virgin, frutto dell’inclinazione imprenditoriale di un piccolo gruppo di appena ventenni.

Poco dopo, Branson sviluppa il progetto di uno studio di registrazione, quello che sarà la Virgin Records. Il primo album lanciato dalla Virgin Records è Tabulas Bells, dell’allora esordente Mike Oldfields.

Gli oltre cinque milioni di copie vendute permettono alla Virgin Records di ritagliarsi un posto di primo piano sulla scena internazionale. Gli artisti sotto contratto diventano sempre più numerosi e dai nomi altisonanti: Sex Pistols, strappati per altro alla EMI, Rolling Stones, Phil Collins solo per citarne qualcuno.

Dagli anni ’90 la politica imprenditoriale di Richard Branson si è incanalata verso fusioni e investimenti in altri settori; frutto di questa strategia è stata la vendita della Virgin Records alla EMI, avvenuta nel 1992.

Richard Branson è un magnate a tutto tondo; si occupa di società che vanno dalla sua compagnia aerea, la Virgin Atlantic Airways, a imprese sportive, da diritti umani e associazioni no profit per la tutela dell’ambiente, a servizi telefonici, contemplando persino i vini.

Il capitalista hippie ha ammesso che la chiave del suo successo sta proprio nel saper rischiare in più settori e cercare il divertimento anche nel lavoro.